Nei primi anni ottanta il movimento di occupazione di case, detto anche squatting, si diffuse in tutta Europa come pratica di resistenza ad una politica normalizzatrice che stava prendendo il sopravvento in tutte le società occidentali, spazzando via le istanze libertarie sessantottine. In Olanda, in particolare, la tradizione delle comuni anarchiche risaliva ai movimenti del 1968. Nel 1979 alcuni ragazzi facenti parte di uno di questi collettivi anarco-libertari, decisero di occupare un edificio abbandonato in un paese all'estrema periferia nord di Amsterdam.
Oltre alle esigenze abitative, che caratterizzavano tutti gli squat dell'epoca, i nostri si dedicarono alla produzione musicale, ospitando concerti e quattro di essi si improvvisarono musicisti a loro volta. Estrassero a sorte chi avrebbe suonato quale strumento, con uno spirito mutuato dai dadaisti, e scelsero il nome "The Ex" perchè era facile da ricordare e rapido da scrivere sui muri, come se fosse uno slogan politico.
Ma eravamo solo agli inizi di una lunghissima carriera, inizi che potete ascoltare nel nostro podcast, direttamente influenzati dal postpunk inglese, da band come Gang of Four, Mekons o The Fall. Ho scritto "solo" non a caso, perché i The Ex sono ancora attivi dopo più di 40 anni e in questo periodo sono riusciti a girare il mondo in innumerevoli tour, tutti rigorosamente documentati nel loro sito web: https://www.theex.nl/news.html. A forza di tour sono entrati in contatto con una pletora internazionale di musicisti, tanto da essere ribattezzati "i punk della world music". Vantano collaborazioni di ogni genere e latitudine, dal violoncellista d'avanguardia Tom Cora a quelle con musicisti folk etiopi. Dal post punk ai generi più disparati, ogni volta influenzati dalle collaborazioni, come se gli ospiti di turno fossero parte del progetto da sempre.
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