Tuesday, 27 October 2020

Pan sonic...non è una marca di elettronica di consumo giapponese...



Io in Finlandia non ci sono mai stato ma sono stato in Estonia e ricordo il buio pesante onnipresente e le poche ore di luce bianca di neve. Ricordo il freddo, e la fredda gente. Anni dopo quando poi ho ascoltato per la prima volta i Pan Sonic, le immagini sono tornate immediate forti e quasi ho sentito lo stesso freddo, ed ero di nuovo al buio. Mika Vainio - non l’unico, ma il nome più’ importante dietro a questo progetto - cadde dalle scogliere di Trouville-sul-mer nel 2017 e il nome Pan Sonic morì’ con lui. Finlandese di Turku, diede un contributo difficilmente quantificabile - ma incredibile - alla musica elettronica e, in generale, alla musica a cavallo tra i 90 e i 00.


Già’ da prima della sua morte, in ogni caso, le cose non erano le stesse. Riflesso della sua dipendenza da alcol. I tempi migliori furono quelli degli anni 90, quando il duo Pan sonic (cosi’ chiamati all’inizio, fino a quando la nota azienda giapponese fece cambiare loro nome) turbava, schockava, intrigava la scena elettronica europea e non, grazie alle proprie dinamiche fuori da ogni contesto, eppure così’ profonde e pesanti.


Non solo concerti ma anche installazioni, dj set...il nome Pan Sonic e’ prima di tutto un progetto, un collettivo. Un idea. Dedizione al lavoro (si dice che Mika Vainio lavorasse 8 ore al giorno alla sua musica), approcio DIY (il “quarto” membro del gruppo, Jari Lehtinen, costruiva egli stesso le apparecchiature utilizzate dalla band), ma soprattutto il loro messaggio abrasivo, buio, ossessivo.

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