Spesso essere periferici, completamente fuori dalle logiche di mercato, consente una grande libertà creativa, vivere a Salt Lake City, Utah voleva dire essere anche fuori dalle rotte della musica underground dell'epoca, che all'uscita del secondo disco Hephaestus, nel 1993, passavano per Seattle, Olympia, Chicago, New York, Los Angeles... Fondamentalmente gli Iceburn erano il prodotto di Gentry Densley, chitarrista e cantante, oltre che unico membro in pianta stabile della band per tutti gli anni '90. Anche la provincia, però, qualcosa doveva proporre, ad esempio la rivista locale SLUG, che sta per Salt Lake City UnderGround e che aveva già avuto i nostri in copertina nel 1991. Gli ascolti della band dovevano essere ben variegati a giudicare dal crossover di heavy-metal, hardcore, jazz e progressive-rock e i risultati erano ottimi, tanto da farli esordire su Revelation Records, etichetta famosa per pubblicare l'hardcore più estremo dell'epoca, quello di gruppi quali Youth of Today, Sick of it All, Quicksand e Gorilla Biscuits. Immagino la faccia del fedele cliente dell''etichetta, dopo aver comprato Hephaestus a scatola chiusa, e schiacciato play sul lettore CD, un misto di incomprensione e repulsione ma forse anche di fascinazione nell'ascoltare jam chitarristiche di quasi nove minuti alternate a pezzi di due, un amalgama continuo di sonorità familiari, il metal e l'hardcore e cambi di tempo e armonine degne del jazz più avventuroso. Gli Iceburn avrebbero continuato la loro avventura spostandosi sempre più in territori jazz, incorporando un sassofonista, fino a diventare un collettivo aperto, gli Iceburn Collective, sempre con registrazioni di ottimo livello.

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