Binker Golding (sax) e Moses Boyd (batteria) sono un duo che produce dischi sotto il nome di Binker and Moses (originale, eh?), formatosi a Londra nel 2014. Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei gruppi che, insieme a tanti altri, hanno e stanno contribuendo a una “rinascita” - se non altro in termini di vendite e di seguito - del jazz nella capitale UK. Musicisti giovani di formazione jazz sono riusciti a mantenere fede alla loro educazione, contaminandola con sonorità (elettroniche o meno) più moderne. Testimonianza della scena è l’album del 2018 uscito per Brownswood records WE OUT HERE, che raccoglieva gli ensemble di spicco della scena (Ezra Collective, Maisha, Kokorokotra gli altri. Moses Boyd qua appare senza Binker con la sua “The Balance”).
Come è stata possibile questa riesplosione jazz a Londra che ha ben presto travalicato i confini britannici? Non penso che il jazz fosse mai sparito da una metropoli come Londra ma che un’improvvisa emergenza di giovani jazzisti balzasse agli onori delle cronache di riviste musicali che di solito si occupano di rock, elettronica e dintorni era un fenomeno che non si vedeva dai primissimi anni ‘90. Era l’esplosione dell’ acid jazz, capitanato dall’etichetta Talkin’Loud di Gilles Peterson, guarda caso anche questa volta dietro questo nuovo fenomeno la regia è sempre la sua, è solo cambiata l’etichetta, questa volta la Brownswood records sopracitata. Il nostro Peterson, adeguandosi ai tempi nuovi, è passato da essere un DJ di BBC radio 1 ad essere il titolare di una sua web radio di ottimo successo, WorldwideFM, un mago della promozione dall’ottimo fiuto musicale.
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