Thursday, 22 April 2021

Lisa Germano, la poetessa fuoriuscita dal music business


Qui ad Absolute Beginners, fedeli alla linea di proporre album d'esordio di musicisti semisconosciuti, guidati solo dal loro valore artistico, non potevamo non dedicare una puntata a "On the way down from the moon palace". E' il debutto di Lisa Germano dopo anni di gavetta come corista e violinista per musicisti piuttosto famosi negli anni '80, uno su tutti John "Cougar" Mellencamp, compagno di strada di Springsteen nel raccontare l'america di provincia, con tanto di strumentazione della tradizione rurale, come il banjo o il mandolino e titolare di vendite stratosferiche, con ben 22 sigoli nella Top 40 americana. Siamo nel 1991, Lisa fa ancora parte della band di Mellencamp ma morde il freno, non è più una ragazzina a 33 anni, e vuole esprimere quello che ha dentro, la sua vena malinconica, le sue storie e non supportare quelle altrui. Decide di autoprodursi e di uscire sulla sua etichetta personale, Major Bill records, ovviamente data la non immediata fruibilità delle canzoni e la limitata capacità promozionale, le vendite saranno limitatissime. Il sound dell disco, in realtà, è piuttosto levigato e ricercato, quasi radio friendly, sono le canzoni a non esserlo, lunghe introduzioni strumentali, il cantato dimesso, i temi malinconici... Ci piace pensare che Lisa abbia di proposito puntato ad una produzione patinata per esaltare l'effetto estraniante dato dal contrasto con i testi e le armonizzazioni oblique, figlie degli studi di musica colta, che finalmente poteva registrare. La scelta era completamente controcorrente, si era nel pieno dell'esplosione del grunge, nello stesso anno sarebbe esploso Nevermind, e le sonorità in voga erano altre, ruvide e con un approccio volto a ricreare il senso di autenticità del punk per esprimere disagio tardo adolescienziale. Probabilmente però, anche in altre epoche, l'incrocio di malinconiche canzoni folk e musica colta non sarebbe stato di grande successo commerciale, c'è ben poco dell'intrattenimento promesso dal sound e molta introspezione esistenzialista, non è un disco per ragazzi in cerca di emozioni forti a basso prezzo. Dischi come "On the way down from the moon palace" stanno a dimostrare la scarsa correlazione tra meriti artistici e successo commerciale, la combo perfetta per noi di Absolute Beginners.