
Abbiamo già parlato degli Effigies, quella che può essere considerata la prima band punk-hardcore di Chicago, fortemente influenzata dalle sonorità new wave britanniche, furono solo gli apripista di questa immediata ibridazione che contaminò l'hardcore a Chicago, i Naked Raygun vennero a ruota, anche loro aggiungendo qualcosa ad un genere che non poteva più rimanere nei confini della musica adolescenziale delle origini. Santiago Durango, Marko Pezzati e Jeff Pezzati non erano più adolescenti e l'hardcore gli servì come base su cui caricare i loro testi al vetriolo, carichi di ironia dissacrante, come si fa ad intitolare un brano Potential Rapist? Il rigore dell'hardcore più politico viene autoparodiato, riallacciandosi al punk più demenziale e grottesco. Basta per definirli post-hardcore? Chissà. Certo su disco sembrano quasi un gruppo tradizionalmete rock, ed è questa l'intuizione, recuperare il passato e riinnestarlo su un genere che era nato come rottura brutale con la tradizione musicale e sociale.